Sono Maria Giulia, ho 28 anni e sono una studentessa di giurisprudenza in procinto di laurearmi. Nella vita sono un’insegnante di ballo e faccio assistenza allo studio a molti giovani, supportandoli e aiutandoli con i compiti.

All’età di 19 anni a causa di alcuni problemi personali stavo passando un periodo complicato e mi sentivo molto giù di morale. Sentivo che dovevo reagire, dovevo darmi una smossa ed essendo sempre stata predisposta verso l’aiuto per il prossimo ho pensato un buon modo per farlo sarebbe stato dedicarmi a chi era in difficoltà.

Sapevo che a Scandicci c’era una associazione che si occupava di disabili così un giorno, da sola, mi sono lanciata, mi sono presentata ed è stato bellissimo. Sono stata con loro il primo pomeriggio e mi ricordo che ne sono uscita felice, la felicità vera, piena, ero così contenta. Tu dai e non pensi di poter ricevere ricevere qualcosa indietro. Ci sono andata dubbiosa, pensando “Boh, proviamo”, invece è stato meraviglioso.

Non è stato faticoso far conciliare tutto, con un po’ di volontà e altruismo la vita così si può solo arricchire di belle e nuove esperienze. Le mie ore con loro sono spesso state vere e proprie boccate d’aria fresca in una routine a volte molto frenetica, avendo la possibilità di dedicarmi all’altro e di stringere nuove amicizie con i ragazzi, gli operatori e gli altri volontari.

Una persona dovrebbe fare volontariato perché uscire dai propri schemi, a prescindere, secondo me aiuta. Entrare in contatto con realtà diverse dalla tua ti forma, ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva e ti lascia qualcosa di emotivamente indescrivibile Per me è come una droga, una volta lo provi e non smetti più, e per questo credo almeno un tentativo dovrebbero farlo tutti.

Il volontariato non “porta via tempo”, aggiunge solo.

 

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